sacchetti di plastica consumati quest'anno:
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Perchè?

Perché usare per pochi minuti un oggetto che può durare anche cento anni ?
Stiamo parlando del sacchetto di plastica che spesso ci viene dato “gratuitamente“ ma per cui tutti paghiamo un caro prezzo!
- Costituisce un’inutile spreco di risorse energetiche non rinnovabili, deriva dal petrolio
- Deturpa e inquina per centinaia di anni ogni luogo del pianeta
- Per opera di agenti naturali e attraverso scarichi e corsi d’acqua raggiunge mari e oceani dove diventa un serial killer.
I sacchetti uccidono ogni anno oltre centomila esseri viventi: mammiferi marini, tartarughe, uccelli,... che li inghiottono scambiandoli per cibo o che vi rimangono intrappolati morendo per fame o asfissia.
ORA LO SAI, PARTI DA QUESTO PICCOLO GESTO PER MODIFICARE STILI DI VITA INSOSTENIBILI, FAI UN USO INTELLIGENTE DELLE RISORSE DEL PIANETA E RIFIUTA "L'USA E GETTA"!

fai come noi:porta la sporta
iniziative individuali singoli iniziative collettive collettività iniziative per le scuole scuole

INIZIATIVE IN PARTENZA SUL TERRITORIO

Primo Piano

Le adesioni che ci perverranno entro il 20 marzo verranno riportate nel prossimo comunicato che verrà inviato agli organi di stampa nazionali. Sotto i primi partecipanti all'evento:

tutti i punti vendita di Esselunga, Simply Sma e Viridea, i negozi Effesport di Caserta

 

le associazioni onlus Fare Verde, Pronatura Terni, LVIA ong, la cooperativa S.E.N.A.P.E. , i centri di educazione ambientale CREA della Provincia di Como

 

i comuni di: Ossona (MI), Boissano (SV), Melendugno (LE), Castelnuovo Nigra (TO), Verona, Torre de' Picenardi (CR), Lazise (VR), Collegno (TO), Savona, Diano Marina (IM), Sangiano (VA), Occimiano (AL), Rivoli (TO), Settimo (TO), Corte Palasio (LO), Trento, Chieri (TO)

Settimana Nazionale “Porta la Sporta”

banner settimana di porta la sporta

Parti da questo piccolo gesto di attenzione per l'ambiente e non fermarti più!

Il comitato promotore dell'evento costituito dall'Associazione dei Comuni Virtuosi, dal WWF, da Italia Nostra, dal FAI e Adiconsum lancia la settimana nazionale “Porta la Sporta” che si terrà dal 17 al 24 Aprile 2010 per promuovere l'utilizzo della borsa riutilizzabile in sostituzione dei sacchetti in plastica e dei sacchetti monouso in generale.
La settimana si propone di stimolare non solamente eventi limitati alla sua durata ma anche di promuovere e annunciare la partenza di iniziative che possano proseguire nel tempo.
Per quanto riguarda invece le campagne già in atto, la settimana diventerà un'occasione per celebrare i risultati raggiunti e/o incrementare il livello di impegno in termini di risultati o di partecipazione ottenuta.
Il messaggio che questo evento vuole anche trasmettere è che tutti possiamo prender parte alla lotta ai cambiamenti climatici in atto, riducendo l'impronta ecologica determinata dai nostri stili di vita e che.... non c'è tempo da perdere!
Dobbiamo partire da adesso impegnandoci ciascuno nel proprio ruolo per un futuro che utilizzi in maniera più efficiente e sostenibile le risorse naturali in diminuzione: acqua potabile, foreste, terreni fertili, ecc.
Portare la sporta può diventare qualcosa di più di una semplice abitudine, può rappresentare il "primo" atto di consapevolezza ecologica che apre un percorso di atti ulteriori di rispetto verso l'ambiente.
Ci auguriamo che questo evento possa contribuire a promuovere verso l'opinione pubblica una cultura del riutilizzo dimostrando che si tratta di intraprendere un percorso facilmente attuabile, oltre che necessario.
Così come il sacchetto, seppur biodegradabile, è diventato l'icona di uno stile “usa e getta” la borsa deve diventare segno distintivo di quanti non hanno solamente adottato un oggetto ma uno stile di vita di cui essere orgogliosi, che antepone “il prendersi cura, l'essere consapevole delle proprie azioni” all'agire automaticamente e superficialmente nel quotidiano per soddisfare comodità momentanee, inconsapevoli del pegno che le future generazioni dovranno pagare.

COME PARTECIPARE

leggi >>
Come singolo cittadino

Puoi partecipare evitando di prendere per una settimana sacchetti monouso in plastica e in altri materiali utilizzando qualunque tipologia di borsa, zaino o scatola riutilizzabile ovunque effettuerai i tuoi acquisti, dalla libreria alla panetteria al settore abbigliamento,ecc.
Se sei già dei nostri la settimana può essere l'occasione per aumentare il tuo impegno eliminando altri sacchetti e imballaggi intermedi, comprando prodotti sfusi che puoi mettere direttamente in borsa.
Potresti anche promuovere qualche iniziativa di sensibilizzazione o evento nei luoghi del tuo quotidiano con l'aiuto del nostro materiale predisposto per questo evento come le locandine e i banner.
Scrivici soprattutto (adesioni@portalasporta.it) i tuoi commenti, il nostro blog raccoglierà tutte le esperienze che ci segnaleranno singoli cittadini e famiglie.

Come Blog o sito
Se curi un blog o un sito puoi partecipare diffondendo notizia sull'iniziativa, pubblicando il banner dell'evento e dedicando spazio all'argomento con articoli o post mirati prima e durante la settimana.

Come esercizio commerciale o azienda
Se sei responsabile di un negozio o di un'azienda e hai la possibilità di coinvolgere colleghi e clienti leggi gli allegati riferiti all'evento e consulta il nostro sito alla pagina entra in azione.

Come associazione o ente locale
Se sei un amministratore comunale o fai parte di un'associazione che non ha ancora promosso la nostra iniziativa leggi gli allegati riferiti all'evento e consulta la sezione entra in azione del sito. Qualora invece la campagna fosse già stata promossa all'interno del territorio di riferimento la settimana può essere l'occasione per organizzare un nuovo evento o per celebrare i risultati ottenuti e/o per incrementare il livello di impegno in termini di risultati o di partecipazione ottenuta.

Per maggiori informazioni consulta le sezioni Entra in azione e FAQ e gli allegati informativi in tabella.

Allegati informativi sull'evento
Comunicato stampa Come partecipare: suggerimenti operativi Scheda di Adesione
Locandina evento
formato A4
- formato A3
Banner per l'evento scaricabili  

Campagna Amica porta la sporta! (febbraio '10)

La Fondazione Campagna Amica è nata allo scopo di tutelare gli interessi di cittadini, consumatori, produttori agricoli intorno ai temi della qualità dei consumi e degli stili di vita, dell'ambiente e del territorio.
Coldiretti tramite la Fondazione Campagna Amica promuove i Farmer’s Market di Campagna Amica in tutte le regioni italiane dove gli agricoltori di Campagna amica vendono direttamente ai consumatori i loro prodotti nel rispetto di un regolamento/disciplinare che prevede, tra l'altro, il controllo dei prezzi massimi praticati, secondo quanto stabilito da un accordo quadro con le principali Associazioni di Consumatori italiane.
Nell’ambito degli impegni che la Fondazione Campagna Amica ha preso con i consumatori per un utilizzo sempre più attento delle risorse e per la salvaguardia dell’ambiente è iniziata una collaborazione con la nostra campagna Porta la Sporta.
Una stima effettuata dalla Fondazione sul consumo di buste per la spesa riferito al solo mercato di Campagna Amica del Circo Massimo (via di San Teodoro 74) attivo il sabato e la domenica evidenzia già un utilizzo di 70.000 unità all'anno.
continua >>
Seppure la scelta attuale della Fondazione Campagna Amica ricada sull'utilizzo di shopper biodegradabili e compostabili, risulta evidente che l'uso di un prodotto “usa e getta” in aggiunta ai costi ambientali legati alla sua produzione e distribuzione appartiene a un modello di consumo superato.
La Fondazione ritiene pertanto coerente che i suoi mercati, che scelgono il rispetto dell’ambiente come punto imprescindibile della loro attività, si impegnino a far maturare nei consumatori la consapevolezza dei costi ambientali ed economici che un gesto quotidiano come l’utilizzo della sporta per la spesa assume. Ogni scelta del singolo cittadino responsabile è importante per evitare che il mondo venga sommerso dalla plastica e dai rifiuti.
L'obiettivo che la Fondazione Campagna Amica si prefigge, promuovendo la nostra campagna è una progressiva sostituzione degli shoppers monouso con borse riutilizzabili che verranno distribuite ai consumatori nell’ambito dei mercati.
I circa 500 mercati di Campagna Amica verranno interessati nelle prossime settimane da una campagna di comunicazione che invita i visitatori e acquirenti a servirsi di borse riutilizzabili.

Selezione Italiana Edizione azioni 2009 della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (European Week for Waste Reduction – EWWR). (febbraio '10)

.Il Comitato promotore italiano ha scelto le cinque azioni che concorreranno per l'Italia alla selezione europea che culminerà nella cerimonia di premiazione del 15 marzo 2010 a Bruxelles tra le quali figura la nostra iniziativa nella categoria associazioni.
Sono oltre 100 le azioni candidate ai cinque premi previsti per ognuna delle seguenti categorie: pubbliche amministrazioni, associazioni/ONG, imprese e industrie, istituti scolastici, altro.
La scelta tra le oltre 400 valide azioni che hanno partecipato lo scorso novembre alla settimana non è stata facile, a detta del Comitato promotore, e ha portato alle seguenti candidature :
PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI: Regione Marche
ASSOCIAZIONI: Associazione Comuni Virtuosi (Porta la Sporta)
IMPRESE-AZIENDE: Gruppo Hera
ISTITUTI SCOLASTICI: 7° Circolo Didattico di Pozzuoli
ALTRO: Fantariciclando.
continua >>
Sono state oltre 2600 le azioni avvenute durante la settimana in 22 stati e regioni europee con l'intervento di 20 autorità pubbliche organizzatrici e una grande varietà di attori coinvolti nella realizzazione della Settimana: amministrazioni, associazioni e ONG, imprese, istituti scolastici, ecc.
Scopo di questa iniziativa è la sensibilizzazione dei cittadini europei sul tema critico della riduzione dei rifiuti. In particolare sono stati indicati in questa edizione, 5 campi di interesse a cui ispirarsi nello sviluppo delle azioni : Troppi rifiuti – Produzione eco-compatibile – Consumi attenti e responsabili – Prolungare la vita dei prodotti – Meno rifiuti gettati via.
Eventi e azioni hanno visto la partecipazione di migliaia di persone che hanno ricevuto informazioni sulla riduzione dei rifiuti e sui gesti quotidiani che permettono di ridurre la propria produzione di rifiuti. La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti ha agito come facilitatore in modo da permettere a diverse persone e organizzazioni di scambiarsi nozioni sulle buone pratiche.
Prossimi sviluppi sull'edizione del 2009 saranno a breve disponibili sul sito ufficiale dell’EWWR

Il PLIS “Parco del Serio Nord” della Provincia di Bergamo aderisce a "Porta la Sporta" (febbraio '10)

I Sindaci dei comuni di Seriate, Gorle, Pedrengo, Scanzorosciate, Villa di Serio riuniti nel PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale) "Parco del Serio Nord" della Provincia di Bergamo hanno deciso l'adesione alla campagna durante l' Assemblea dei Sindaci del PLIS avvenuta lo scorso novembre.
A Seriate è già partita una campagna di informazione che coinvolgerà la cittadinanza per alcuni mesi. Oltre all'affissione sul territorio comunale e all'interno degli esercizi commerciali della locandina dedicata sei tabelloni luminosi informano i cittadini della partenza della campagna e indirizzano alla pagina del sito comunale preposta per ulteriori informazioni. Anche le scuole parteciperanno nell'ambito di attività di educazione ambientale.
In concomitanza con la distribuzione 2010 dei sacchi per la raccolta differenziata verrà donata alle circa 8000 utenze domestiche iscritte alla TARSU, una borsa in cotone con il logo del Comune e della campagna.
Anche a Gorle si partirà con un primo comunicato alla cittadinanza, con affissioni nei luoghi pubblici, utilizzo dei tabelloni luminosi e del sito web comunale. Le scuole verranno interessate da attività di sensibilizzazione e a tutti gli studenti frequentanti il polo scolastico di Gorle verrà donata una borsa riutilizzabile recanti il logo del PLIS “Parco del Serio Nord” e della campagna.

Anche Banca Marche Porta la Sporta ! (febbraio '10)

Annunciamo con piacere la prima adesione di una banca alla nostra campagna.
Si tratta di Banca Marche che conta oltre 300 filiali dislocate tra Marche, Umbria, Lazio, Emilia-Romagna, Abruzzo e Molise.
Attraverso le filiali e nel corso di altre occasioni verranno distribuite in omaggio ai propri correntisti delle borse promozionali riutilizzabili su cui è stato impresso il logo della campagna insieme a un leaflet di invito a eliminare i sacchetti monouso utilizzando lo shopper Banca Marche.
Ma il supporto per noi più gradito e importante è la comunicazione che apparirà sul retro di tutti gli oltre 400.000 estratti conto di dicembre che raggiungeranno i correntisti: enti, aziende e privati.
Anche la rivista aziendale distribuita in circa 40.000 copie e il sito dedicano spazio all'adesione.


“Iniziative Oceaniche 2010”: tra il 18 e il 21 marzo 2010 un weekend dedicato alla pulizia dei litorali, alla raccolta dei rifiuti e alla sensibilizzazione ambientale (marzo '10)

Anche quest’anno nel weekend tra il 18 e il 21 marzo 2010 Surfrider Foundation promuove in ogni parte del pianeta eventi e attività finalizzate alla sensibilizzazione ambientale e alla raccolta dei rifiuti abbandonati su coste , litorali mari e fiumi. Per aderire a questa quindicesima edizione in Europa basta iscriversi sul sito www.initiativesoceanes.org dove si trova una mappa delle iniziative già registrate, tutte le informazioni e materiali di comunicazione dell'iniziativa 2010 disponibili in diverse lingue.
Surfrider è un’organizzazione senza scopo di lucro internazionale, nata con l’intento di salvaguardare, migliorare e gestire in modo sostenibile il mare, le coste, corsi d'acqua e laghi nonché informare e sensibilizzare le persone che fruiscono di tali beni.
La partecipazione è rivolta a tutto il grande pubblico alle scuole, aziende, associazioni, ecc con l'obiettivo di arrivare a mobilitare 50.000 partecipanti come Surfrider Foundation Europe superando i 20.000 dell'edizione 2009.
Lo scorso anno è stata lanciata un'importante campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini europei sulla problematica dei macro-rifiuti presenti nei mari che, non essendo riconosciuti come una fonte di inquinamento, non godono di alcun piano di azione, legislazione e fondi a disposizione che ne permettano una necessaria e corretta gestione.
Anche nel 2010 proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale della Biodiversità, milioni di creature marine: tartarughe, uccelli e mammiferi marini continueranno a morire a causa di questi rifiuti dispersi nei mari e sulle coste.
Anche quest'anno Surfrider Foundation Europe parteciperà alla Giornata Europea del Mare il 20 maggio 2010 a Gijón in Spagna per rivendicare un'azione legislativa sui macro-rifiuti e portare le firme raccolte a livello europeo alla relativa petizione ai deputati europei presenti.
Per firmare la petizione ci si deve iscrivere al sito Initiatives Oceanes oppure scaricare il modulo.
Tra le molte iniziative previste in Italia eccone alcune a seguito.
Sottomarina di Chioggia: domenica 21 dalle ore 10.30 presso la diga
Parco nazionale della Maddalena: nella giornata del 20 marzo 2010 l’Ente Parco Nazionale ha voluto patrocinare le operazioni di pulizia di alcune spiagge, bordi strada e pinete presenti nell’Arcipelago della Maddalena. Impegnati nelle operazioni di pulizia il CTS, promotore insieme al Parco dell’iniziativa, e le altre associazioni che operano presso il Centro di Educazione Ambientale di Stagnali (l’associazione “G. Cesaraccio” e la sezione maddalenina di “Italia Nostra”), con il prezioso supporto del Movimento Studentesco Maddalenino e del Comune di La Maddalena, che si occuperà dello smaltimento dei materiali raccolti alla fine della giornata.
Santa Lucia NU: domenica 21 di Marzo 2010, dalle ore 10,00 a cura del Comitato Salviamo Santa Lucia
Viareggio: domenica 21 marzo al Molo di Viareggio da T3RZA LIN3A surf community, dall'associazione Soul Riding e da Single Fin!
Guarda il video Iniziative oceaniche Veneto>>

Alle Hawaii il via al primo piano nazionale di contrasto ai detriti marini (gennaio '10)

L'agenzia nazionale americana NOAA (National Oceanic and Athmospheric Administration) ha annunciato la partenza di un piano nazionale a lungo termine per la rimozione dei rifiuti dalle acque costiere e barriere coralline dell'arcipelago delle isole Hawaii.
Il piano, il primo del suo genere negli Stati Uniti, sarà determinante per proteggere le comunità costiere delle Hawaii e la vita marina minacciate dalle migliaia di tonnellate di detriti marini che inondano le isole ogni anno e che sono composti da plastica di varia natura, reti da pesca dismesse e altre tipologie di rifiuti.
"Per troppo tempo i detriti marini hanno offuscato la naturale bellezza del nostro mare e minacciato il nostro ecosistema marino", dichiara il senatore Daniel K. Inouye. " Mi sono sempre battuto per sollecitare un intervento coordinato di rimozione delle troppe tonnellate di detriti che ricoprono le nostre coste, soffocano i nostri coralli, uccidono i nostri pesci e i nostri mammiferi marini. Si tratta di un grave problema per tutta l'America e sono orgoglioso che lo stato delle Hawaii sia in prima linea nella ricerca di una soluzione a questo problema globale ".
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Negli ultimi due anni hanno collaborato con il programma del NOAA, Marine Debris che affronta questa problematica, numerose agenzie governative, e non, appartenenti al mondo accademico insieme ad aziende e gruppi privati di tutto lo stato. Questo lavoro congiunto ha portato allo sviluppo di un programma di azione specifico per le Hawaii (Hawaii Marine Debris Action Plan).
Basandosi su esperienze significative che hanno avuto luogo in passato a livello locale il piano delinea e coordina a livello statale tutti i progetti e le attività che si intraprenderanno per ridurre:
- l'accumulo attuale dei detriti marini, non contrastato negli anni;
- la quantità di navi e pescherecci abbandonati o in stato di degrado;
- la presenza di detriti nei corsi d'acqua;
- lo smaltimento degli attrezzi da pesca e di altri rifiuti solidi in mare.
Numerose strategie e attività che si focalizzano sui campi di intervento appena citati sono già in corso, come, ad esempio, gli interventi di rimozione dei detriti, sia di routine sia di emergenza, le campagne di prevenzione e di sensibilizzazione della popolazione, nonché il rafforzamento della ricerca e dello sviluppo tecnologico necessari in questo ambito. I progressi verranno monitorati e misurati nel tempo per ciascuno di questi settori di intervento.
"Durante questi anni abbiamo lavorato in tanti per affrontare questa problematica alle Hawaii seguendo ognuno un proprio metodo. E' positivo poter avere ora un piano a cui fare riferimento e a cui poter contribuire", ha dichiarato Marvin Heskett, membro della sezione locale di Surfrider, Oahu Chapter.
Il piano che è sostenuto e coordinato dal NOAA con l'assistenza della US Environmental Protection Agency, è consultabile online.
L'agenzia NOAA studia e prevede i cambiamenti nell'ambiente terrestre, dalle profondità degli oceani alla superficie del sole, e si occupa della conservazione delle risorse costiere e marine.
Per saperne di più sul programma e sulla problematica dei rifiuti marini: NOAA Marine Debris Program>>

Quanto è verde l'elettronica? Allo studio negli USA un nuovo metodo di valutazione (gennaio '10)

Wal-Mart, il più grande rivenditore al dettaglio del mondo, è stato, la scorsa estate il socio fondatore del Consorzio per la Sostenibilità, The Sustainability Consortium, in concomitanza con il lancio del progetto di sviluppo di un proprio sistema di valutazione della sostenibilità dei prodotti che commercializza.
Il Consorzio per la Sostenibilità, affiliato con due università: Arizona State University e University of Arkansas, occupa ora ricercatori del mondo accademico e di organizzazioni non governative impegnati nello sviluppo di metodologie in grado di misurare l'impatto ambientale e sociale di una vasta gamma di prodotti.
Un gruppo di aziende informatiche come Hewlett-Packard, Dell, Toshiba, Intel, Best Buy e Wal-Mart hanno detto che lavoreranno con il Consorzio per lo sviluppo di un sistema di rating applicato all'elettronica basato sulla valutazione degli impatti ambientali e sociali che la produzione comporta.
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Per identificare quanto un prodotto sia verde verrà preso in considerazione l'impatto dell'intero ciclo di vita del prodotto, da come è stato prodotto a come verrà smaltito e con quale l'utilizzo di energia complessiva.
I risultati della prima parte della ricerca, che verterà sulla valutazione di computer, laptop e monitor verranno presentati nel terzo trimestre di quest'anno. L'obiettivo è quello di creare criteri di valutazione per tutti i tipi di elettronica di largo consumo.
Rappresentanti di Dell e HP hanno evidenziato che lo scopo finale dell'operazione è quello di rendere più facile ai consumatori una scelta dei prodotti sulla base del loro livello di sostenibilità.
Non è ancora chiaro come, e se il Consorzio per la Sostenibilità collaborerà con gli attuali sistemi di rating tra cui EnergyStar e EPEAT, Electronic Product Environmental Assessment Tool.
Questi due sistemi sono i due più conosciuti, come si potrà notare visitando i siti dei venditori di elettronica online come Amazon. All'obiezione, mossa da più parti, che la nascita di un altro indice di sostenibilità potrebbe creare confusione tra i consumatori, i portavoce del progetto hanno risposto che l'obiettivo primario del loro lavoro non è lo sviluppo di un nuovo sistema di etichettatura quanto il fornire metodi affidabili di misurazione dell'ecosostenibilità dei prodotti.
In questa prospettiva il Consorzio considera il proprio lavoro come un prolungamento di quanto già realizzato dai sistemi di rating esistenti e vede, pertanto attuabili future collaborazioni con organizzazioni come il Green Electronics Council che gestisce il sistema di classificazione EPEAT .
Per saperne di più sull'indice di sostenibilità dei prodotti lanciato da Wal-Mart leggi l'articolo da noi pubblicato lo scorso novembre e un articolo in inglese pubblicato dall'Harward Business Review

L'Agenzia americana FDA si ricrede circa la sicurezza del Bisfenolo A (gennaio '10)

La FDA, Food and Drug Administration, modifica la posizione ufficiale sino ad ora sostenuta circa la sicurezza del bisfenolo A, una sostanza chimica che si trova in bottiglie di plastica, lattine, contenitori per alimenti e migliaia di beni di consumo.
Nel corso di una conferenza con i giornalisti lo scorso 15 gennaio Joshua Sharfstein, vice commissario della FDA ha espresso nuove preoccupazioni sui possibili rischi per la salute, in particolare sugli effetti che un'esposizione al Bisfenolo A, o BPA, può avere sullo sviluppo dei feti, dei neonati e dei bambini piccoli.
L'annuncio della FDA è arrivato dopo intense trattative tra le agenzie federali e la Casa Bianca per concordare il miglior approccio ad un problema che è diventato rilevante per i consumatori e per l'industria chimica. Lo stesso Sharfstein ha informato che l'agenzia sta conducendo ulteriori ricerche che dureranno due anni, con un budget di 30 milioni dollari, per raccogliere altra evidenza scientifica che giustifichi azioni di tutela per la salute pubblica da intraprendere. Questo con l'appoggio determinante dell'amministrazione Obama che vuole vederci chiaro.
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La FDA aveva a lungo sostenuto che il BPA è sicuro, basandosi soprattutto su due studi finanziati dall'industria chimica. L'agenzia è stata colpevolizzata dal suo panel di consulenti scientifici indipendenti nel 2008, che ha dichiarato che la posizione della FDA sul BPA era scientificamente errata perché non teneva conto di oltre 100 studi pubblicati da ricercatori governativi e laboratori universitari che evidenziavano dati preoccupanti per la salute pubblica. Da alcuni di questi studi più recenti è infatti emerso che già un'esposizione a bassi livelli di bisfenolo A, e in particolare a livelli ancora più bassi rispetto a quelli definiti sicuri da parte della FDA, può causare effetti negativi sulla salute.
Il bisfenolo A è utilizzato come additivo per indurire la plastica, è così diffuso che oltre il 90 per cento della popolazione degli Stati Uniti ne contiene tracce nelle urine come riportano i centri preposti per la prevenzione e il controllo delle malattie ( Centers for Disease Control and Prevention). I ricercatori hanno scoperto che il BPA viene rilasciato nei cibi e bevande dai contenitori e questo avviene anche a basse temperature.
L'industria chimica, che produce più di 6 miliardi di tonnellate di BPA ogni anno e e si è sempre opposta a restrizioni sul suo uso, ha dichiarato che l'annuncio della FDA non è preoccupante in considerazione del fatto che non sono state annunciate di fatto azioni restrittive.
Tuttavia i consumatori hanno messo in atto una crescente pressione sui produttori e rivenditori in modo che questa sostanza venga eliminata. Lo scorso anno, i sei più grandi produttori di biberon hanno annunciato che avrebbero volontariamente eliminato la sostanza nei prodotti destinati agli Stati Uniti.
I gruppi ambientalisti di difesa della salute pubblica e le organizzazioni dei consumatori hanno applaudito la dichiarazione della FDA anche se per molti di loro è insufficiente.
"E' davvero vergognoso che con tutta l'evidenza scientifica esistente non abbiano ancora fatto nulla di concreto per proteggere la salute pubblica, non si capisce cosa stiano ancora aspettando", ha detto Urvashi Rangan, di Consumers Union.
Il Canada ha vietato l'utilizzo del bisfenolo A nei biberon già dal 2008 considerandolo una tossina. Restrizioni simili hanno messo radici a Chicago, Minnesota, Connecticut e Suffolk County, New York. Alcuni senatori tra cui Dianne Feinstein (Partito Democratico, California), Charles E. Schumer (DN.Y.) hanno presentato al congresso un disegno di legge che potrebbe vietare l'utilizzo del BPA in tutti i contenitori e imballaggi destinati a cibi e bevande.
In attesa dei risultati della ricerca supplementare la FDA ha in programma di cambiare il modo in cui viene classificato il BPA. Dal 1963 è classificato come additivo alimentare di “origine indiretta” (indirect food additive) e i produttori non sono pertanto obbligati a dichiarare se i prodotti contengano BPA e in quali quantità.
Se venisse invece classificato tra la categoria di sostanze che vengono a contatto con gli alimenti
le legislazione prevede in questo caso l'obbligo di segnalazione per i produttori. Questa più facile individuazione della sostanza nei prodotti faciliterebbe e velocizzerebbe eventuali operazioni di eliminazione del bisfenolo A qualora si accertasse che la sostanza costituisce un rischio per la salute.
Intanto l'HSS, United States Department of Health and Human Services ha pubblicato una pagina di informazione dedicata sul proprio sito che contiene una serie di consigli per genitori su come ridurre l'esposizione al BPA.
Fonte: Lyndsey Layton, 16 gennaio 2010, Washington Post

Tra tasse e divieti negli USA la lotta ai sacchetti continua (gennaio '10)

Los Angeles: 17 dicembre “A Day Without a Bag Nonostante l'applicazione di una tassa pari a 20 cent sui sacchetti in plastica sia stata respinta a Seattle dai cittadini chiamati lo scorso agosto ad esprimere il loro parere, attraverso un referendum pilotato dall'industria della plastica, la battaglia al sacchetto ha ottenuto buoni risultati nel 2009 e anche per il 2010 l'azione continua.
Secondo alcuni esponenti dell'ACC American Chemistry Council, che rappresenta i produttori di materie plastiche americani, la crisi di bilancio che molti stati americani stanno vivendo potrebbe non favorire l'adozione di provvedimenti e legislazioni di divieto o tassazione dei sacchetti in plastica a livello statale in considerazione dell'impatto che gli stessi potrebbero avere sull'economia e l'occupazione.
Inoltre in un certo numero di Stati a causa delle prossime elezioni le sessioni legislative saranno più brevi e dovranno necessariamente concentrarsi sulla gestione dei provvedimenti più urgenti.
Nonostante che le previsioni espresse dell'ACC possano rivelarsi fondate, le iniziative a livello locale si stanno comunque moltiplicando.
In relazione alle imminenti elezioni che avranno luogo in alcuni stati si è aggiunto un elemento di preoccupazione per coloro che portano avanti politiche ambientaliste. Potrebbe infatti diventare una possibilità concreta la vittoria di gruppi conservatori. Questa eventualità sta spingendo gruppi ambientalisti a fare pressione verso i politici attualmente in carica in modo che l'iter di provvedimenti di natura ambientale in corso venga accellerato prima della fine della legislatura.
continua >>
Come sta avvenendo ad esempio nello stato della California dove si sta cercando di fare passare al più presto un programma di riduzione rifiuti e di implementazione del riciclaggio che prevede un provvedimento di tassazione di 25 cent degli shopper e un divieto di commercializzazione per determinati contenitori per cibo da asporto in polistirene.
Nello stato della California, sempre all'avanguardia in materia di politiche ambientali, sono 28 le città e due le contee che hanno già vietato i contenitori in polistirene. Altre quattro contee e una città ne hanno invece parzialmente vietato l'utilizzo in alcune strutture e in occasione di eventi cittadini. Altre contee come Monterey County e Fremont sono in procinto di vietarli nel corso del 2010.
Tornando ai sacchetti in plastica sono arrivati in totale a 12 i divieti entrati in vigore negli Stati Uniti di cui sei sono stati emanati nel 2009. Inoltre, Washington (District of Columbia) è diventato il più popoloso distretto in America in cui sia stata applicata una tassa ( 5 cent) sui sacchetti in plastica e in carta. I proventi di questa tassa, attiva dal gennaio 2010 andranno a finanziare un progetto di bonifica del fiume Anacostia.
Anche nell'adiacente stato della Virginia si ritiene possa passare una tassazione di 5 cent i cui proventi verrebbero divisi tra gli esercenti commerciali, in una percentuale commisurata al loro impegno, (programmi di incentivazione della borsa riutilizzabile verso i clienti) e l'Ente statale di Protezione e Valorizzazione delle Risorse Idriche, Water Quality Improvement Fund . Proponente del provvedimento è Adam Ebbin delegato Democratico che rappresenta alcune aree delle contee di Arlington, Fairfax e Alexandria.
Nello stato del Maryland confinante con la Virginia la stessa proposta di tassazione verrà presentata alla prossima Assemblea Generale da parte di Alfred Carr delegato Democratico che rappresenta Montgomery County.

Altri provvedimenti sono in dirittura di arrivo a Berkeley, California, dove si prevede di poter presentare nel corso della primavera una proposta di divieto per i sacchetti di plastica e in Florida dove il Dipartimento all'Ambiente si pronuncerà a febbraio in merito all'applicazione di una tassa.
Brownsville, nel Texas, è stata la prima città dello stato che ha approvato il 5 gennaio un divieto di distribuzione dei sacchetti che entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio 2011. Altre cittadine come Laredo e Austin ci sono andate vicine ma hanno ottenuto la meglio gli oppositori del provvedimento con la motivazione che una tassa avrebbe penalizzato alcune industrie e la vendita al dettaglio.
Il provvedimento è preceduto da una fase di adesione volontaria nel corso del 2010 in cui si coinvolgerà in campagne di educazione i negozi e la distribuzione al dettaglio.
Borse riutilizzabili saranno distribuite gratuitamente alle famiglie bisognose attraverso i programmi di aiuto sociale in corso.
Il programma incentiverà esclusivamente le borse riutilizzabili, non i sacchetti in carta che non sono ritenuti una valida alternativa per via del loro impatto ambientale.
Alcune catene della distribuzione, come H.E. Butt Grocery Co (H.E.B.), collaborano attivamente con l'amministrazione cittadina regalando borse riutilizzabili in ricorrenze speciali come l'Earth Day, mettendo a disposizione borse a vari prezzi e per tutti gli usi e aiutando la clientela a ricordarsi di utilizzarle tramite cartelloni esposti alle entrate dei punti vendita. E' stato anche creato un piccolo gadget che viene regalato ai clienti, inserito nel portachiavi tramite un anello che ricorda di prendere la borsa.
Va evidenziato che il provvedimento a Bronwnsville è stato adottato anche grazie ai due anni di attività di un gruppo ambientalista locale: Healthy Communities of Brownsville, che ha sensibilizzato il governo locale sulla necessità di intervenire supportando la richiesta con indagini effettuate sulla popolazione che ne documentavano l'appoggio.

BILANCIO 2009 (gennaio '10)

anci friuli venezia giulia aderisce a "porta la sporta"Dal lancio del sito avvenuto il 22 marzo 2009 la nostra attività di informazione capillare non si è MAI FERMATA, neanche a ferragosto o a natale come potranno testimoniare gli amministratori di comuni e provincie che hanno ricevuto il nostro invito ad aderire alla campagna.
Entro metà gennaio con la regione Sicilia si sarà concluso l'invio dell'invito che ha interessato il 90% degli oltre 8100 comuni italiani e tutte le relative provincie.
Nessun ente promotore di una campagna ha fatto questo sino ad ora e soprattutto nessuno sino ad ora lo ha fatto a ZERO finanziamenti e sulla base di lavoro volontario.
continua >>
Il nostro progetto “chiavi in mano” scaricabile dalla sezione del sito Entra in azione composto da un modello di delibera con piano di intervento, volantini, locandine, testi per comunicati di varia natura è stato da noi ulteriormente promosso attraverso consulenza e personalizzazioni grafiche gratuite richiesteci da alcuni amministratori degli oltre 200 comuni che ci hanno contattati negli ultimi tre mesi.
Ma non ci siamo dedicati solamente agli enti locali, abbiamo anche contattato a livello nazionale e chiesto la collaborazione a diverse associazioni di salvaguardia ambientale, alle principali associazioni dei consumatori, ai centri di educazione ambientale, a una buona parte delle aziende di igiene ambientale del nord Italia e alle direzioni centrali dei maggiori gruppi della grande distribuzione organizzata (con esiti alquanto deludenti per quest'ultima categoria di soggetti su cui torneremo prossimamente con maggiori dettagli).
L'evento internazionale della giornata del 12 settembre "plastic bag free" da noi lanciato in Italia attraverso il nostro sito, un po' in sordina , grazie al passaparola del web ha ottenuto quell'attenzione dei media che non si è verificata neanche in Inghilterra, paese da cui è partita l'iniziativa regalandoci nuove adesioni e importanti contatti.
Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti perché siamo certi di aver “armato la mano” a tanti amministratori, associazioni e singoli cittadini sensibili a tematiche ambientali o di aver dato la spintarella finale per far partire idee o progetti magari già in incubazione. E non ci riferiamo solamente a quelle iniziative che hanno adottato “Porta la sporta” ma anche a tutte le altre iniziative che siamo certi di aver ispirato con la nostra comunicazione capillare, in alcuni casi anche martellante e con quanto messo a disposizione su questo sito.
Abbiamo anche reintrodotto il nome sporta in regioni dove il termine non era conosciuto e probabilmente anche Unicoop Tirreno a Velletri che ha intitolato il servizio a domicilio "sporta a porta" si è ispirata alla nostra campagna.
Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto a tutti i livelli dando risalto al nostro progetto come le sedi ANCI di Lombardia e Friuli Venezia Giulia, gli amministratori che hanno adottato la nostra campagna personalizzandola con passione e fantasia come sta avvenendo nei comuni di Collegno To, Sassoferrato AN, Verona, Santarcangelo RM, Torriana RM, Ponte nelle Alpi BL e in tanti altri. Ringraziamo anche i consiglieri che stanno proponendo da settimane l'adozione della campagna nei propri comuni e a loro chiediamo di non demordere per poter diffondere con maggior impulso nel corso di questo nuovo anno l'adozione della sporta e di una cultura del riutilizzo.

La nostra posizione - Sacchetto monouso in plastica o in materiale biodegradabile? (gennaio '10)

Ne l'uno né l'altro, la nostra posizione è quella di perseguire l'obiettivo di un progressivo azzeramento dell'imballaggio inutile o evitabile.
Alcuni comuni stanno valutando o hanno in partenza divieti di commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili. Un divieto è sicuramente la soluzione più veloce e sbrigativa per sostituire un materiale impattante come la plastica con un' altro più innocuo nella fase di smaltimento. Deve essere però chiaro che attraverso un divieto si sta compiendo un'operazione di minimizzazione rispetto alla qualità del rifiuto riducendone la pericolosità per l'ambiente. Non si sta facendo alcuna azione di prevenzione eliminando il rifiuto alla fonte o di contrasto all'usa e getta, attuabile solamente con l'adozione della borsa riutilizzabile che rappresenta la soluzione a più basso impatto ambientale.
Considerato che praticamente tutte le famiglie hanno in casa una o più borse riutilizzabili è chiaro che, se lo scopo di un divieto non è quello di accontentarsi di spostare un business da un comparto industriale ad un altro, sarà la campagna di comunicazione che precede e accompagna un divieto ad avere la responsabilità dei risultati conseguenti all'entrata in vigore del divieto.
A nostro parere l'obiettivo primario di un provvedimento dovrebbe consistere in una drastica diminuzione dell'utilizzo del sacchetto in plastica - uno spreco EVITABILE di materia e energia – realizzabile con l'adozione della borsa riutilizzabile e non di un'altra soluzione monouso.
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Promuovere l'adozione della borsa sempre e ovunque significa che tutti si abituerebbero ad usarla ovunque in sostituzione del sacchetto monouso, anche quando si fa shopping, quando si acquista un libro o un indumento o altri prodotti appartenenti al settore merceologico non alimentare. Ad oggi divieti di commercializzazione riferiti al sacchetto in plastica hanno interessato infatti, all'estero come in Italia, solamente il settore alimentare.
Comparando la situazione attuale del nostro paese con quella di altri paesi esteri di riferimento che monitoriamo da un anno, dobbiamo rilevare che non vediamo al momento in fase di realizzazione quelle sinergie tra governo, enti locali e gruppi della grande distribuzione che in Inghilterra hanno reso possibile una riduzione di circa il 50% degli shopper distribuiti rispetto al 2007 nella grande distribuzione. E neppure ci pare siano state create le condizioni per incentivare un passaggio in massa alla borsa riutilizzabile come è avvenuto nello stato del Sud Australia lo scorso maggio. Gran parte degli abitanti utilizzavano infatti già la borsa quando è entrato in vigore un divieto di commercializzazione riferito ai sacchetti non biodegradabili. Questo grazie a un provvedimento annunciato con largo anticipo e preceduto da una capillare campagna di informazione, curata nei dettagli che si è avvalsa dell'ausilio di un sito internet dedicato in sette lingue. Va considerato infine che in Irlanda è stata una tassa di 22 cent che ha ridotto del 90% circa il consumo dei sacchetti.
Qualora la comunicazione risulti inefficace e non supportata da una disincentivazione economica del monouso, anche al di fuori della grande distribuzione, si correrà il rischio di assistere a un puro cambio di materiale che peserà come sempre sulle tasche dei cittadini anche nei casi in cui, apparentemente, il sacchetto non verrà fatto pagare. La soluzione al problema dei sacchetti in plastica più che gestita da un semplice provvedimento andrebbe inserita in un più ampio contesto di gestione normativa dei rifiuti. Serve un mix di provvedimenti tra incentivi e sanzioni che dia impulso a reali attività di prevenzione, anche attraverso il riutilizzo, così come previsto dall'ultima normativa comunitaria in materia. Che senso ha utilizzare un sacchetto biodegradabile per contenere, ad esempio, del rifiuto indifferenziato costituito da altra plastica che verrà smaltito in una discarica o un inceneritore ?
Elemento portante del nostro impegno è il convincimento che indurre nelle persone un "primo" atto ecologico intrapreso con convinzione sia determinante perché apre la strada a successivi atti virtuosi di rispetto verso l'ambiente.
Continueremo pertanto nel corso del 2010 a fare ciò che è funzionale ai fini di una reale contrazione dei rifiuti e di contrasto alla produzione dei gas serra responsabili dei cambiamenti climatici: indurre e supportare nell'opinione pubblica un ripensamento su quei stili di vita e di consumo responsabili dello stato attuale del pianeta e che vanno pertanto modificati.
Ci muoveremo con il contributo di quelle realtà che abbiamo già coinvolto o contattato e al fianco di coloro che operano già da anni in tal senso, augurandoci che la minoranza virtuosa diventi sempre più grande acquisendo visibilità e influenza in un futuro, speriamo, sempre più prossimo.

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maggio 2009 : intervista a Attilio Tornavacca

Direttore di ESPER (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti), ci ha rilasciato un' intervista su:

Imballaggi : in Italia il consumo procapite più alto d' Europa


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