sacchetti di plastica consumati quest'anno:
 
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FAQ - Risposte a domande frequenti

E' possibile usare liberamente i vostri materiali e banner per iniziative sul territorio ?

-Assolutamente sì:

i nostri materiali possono essere utilizzati per fini non commerciali all'interno di iniziative locali.

Testi: è possibile modificare i testi a seconda delle specificità delle singole iniziative, non è possibile invece rimuovere il logo dell'iniziativa e il link al sito di Porta la Sporta.

Loghi: è possibile l'inserimento di nuovi loghi sui nostri materiali, dal logo delle associazioni che promuovono l'iniziativa a quelli di eventuali sponsor che la sostengono.
Non è possibile invece rimuovere il logo dell'iniziativa e il link al sito di Porta la Sporta.

Logo "Porta la Sporta": per l'utilizzo del nostro logo su altri materiali rispetto alla tipologia disponibile o per stampa su borse è necessario richiedere il nostro consenso, scrivendo a : info@portalasporta.it

Perchè questa campagna?
DANNO AMBIENTALE

-Perché il consumo di buste di plastica ha raggiunto cifre stratosferiche e in continuo aumento: dai 400 ai 500 all’anno per ogni persona nei paesi industrializzati, usati per una media di 12-20 minuti con un dispendio di risorse ingiustificato.
-Perché è uno dei rifiuti più frequentemente abbandonati che infestano l’ambiente con il loro potenziale tossico, la plastica infatti non si biodegrada ma si fotodegrada rompendosi in particelle sempre più piccole che contaminano terreni ed acque, che vengono ingerite da animali entrando nella catena alimentare umana.
Questo processo, a seconda delle condizioni ambientali, dello spessore e caratteristiche del tipo di plastica può durare da una ventina di anni a un centinaio.
-Perché i sacchetti trasportati in mare da scarichi, corsi d’acqua e vento trovano in acqua una temperatura che allunga il loro ciclo di vita in centinaia di anni. Durante i quali si trasformano in serial killer per gli animali marini (delfini, foche, tartarughe) che li scambiano per meduse o che vi rimangono accidentalmente intrappolati. Morto l’animale il sacchetto torna libero di uccidere ancora.
-Perché le particelle in cui i sacchetti si frantumano si vanno ad aggiungere ad altri detriti plastici che infestano e contaminano per periodi che variano da 400 a mille anni i nostri mari e oceani. Nell’oceano pacifico si è formato un continente di spazzatura con tutta la plastica buttata degli anni 50 in poi di cui i sacchetti ne costituiscono una grossa parte. Lì si trovano aree dove la percentuale di particelle di plastica supera la quantità di zooplancton in rapporti che vanno da (almeno) 6 a 1 sino ad arrivare a 30 a 1.

NORMATIVA GESTIONE RIFIUTI

-Perchè la più recente direttiva europea 98/2008/CE in materia di gestione dei rifiuti ribadisce che le strategie e le politiche di settore, adottate dai diversi Paesi Membri e dalle Istituzioni Locali, devono conformarsi alla necessità di dare priorità a riduzione, riuso e riciclaggio rispetto a recupero energetico e smaltimento. L'articolo 4 in particolare stabilisce una precisa gerarchia da rispettare nel ciclo della gestione dei rifiuti:
prevenzione>riuso>riciclaggio>altri recuperi (tra cui quello di energia)> smaltimento finale.

In questo quadro è del tutto evidente che il sacchetto di plastica andrebbe prima di tutto evitato, in secondo luogo sostituito con materiale durevole e solo in terzo luogo riciclato.
La stessa logica va applicata a tutte le soluzioni monouso anche se biodegradabili come gli shopper in carta o bioplastica. Non è possibile ridurre drasticamente la produzione di rifiuti procapite che ammonta in Italia a circa 530 kg all'anno se non si va ad eliminare ovunque possibile imballaggi e contenitori monouso sostituendoli con soluzioni riutilizzabili. Allo stesso modo per contrastare la produzione dei gas serra responsabili del cambiamento climatico bisogna fare un uso intelligente delle risorse naturali, ormai in diminuzione, e intese nel loro complesso come risorse agricole, di materie prime, di acqua, ecc.

RESPONSABILITA' CONDIVISE SULLO STATO DEL PIANETA

Come si legge dalla scheda di recensione del rapporto annuale State of the World 2010 dell'autorevole Worldwatch Institute : i problemi sociali ed ecologici con i quali ci stiamo confrontando dimostrino il fallimento della cultura del consumismo. Basata sull’individualismo, sulla massimizzazione dei profitti nel breve termine, e sulla convinzione per cui la realizzazione personale sta in ciò che si ha, questa cultura ha generato una quantità di problemi apparentemente insolubili: la crisi climatica, le ineguaglianze tra gli individui e gli stati e un’insopportabile infelicità legata al nostro stile di vita. È quindi urgente un’inversione di rotta che conduca a una cultura basata sulla sostenibilità. I cambiamenti culturali avvengono però solo quando si sommano le spinte provenienti da una molteplicità di attori sociali: gli individui prima di tutto, ma anche la scuola e le varie forme di comunità, i media, l’arte, il mondo degli affari e la politica.

Perché partire con un piccolo gesto “dal basso” invece di aspettare che qualcuno ci pensi “dall'alto” ?

-Perché tante piccole azioni e sforzi compiuti da tanti rispetto all'azione di pochi anche se grandi (leggi paesi partecipanti al deludente vertice di Copenaghen) possono dare origine, sommandosi a grandi numeri e grandi risultati. Portare la sporta può diventare qualcosa di più di una semplice abitudine, può rappresentare il "primo" atto di consapevolezza ecologica che apre un percorso di atti ulteriori di rispetto verso l'ambiente. Così come il sacchetto, seppur biodegradabile, è diventato l'icona di uno stile “usa e getta” la borsa deve diventare segno distintivo di quanti non hanno solamente adottato un oggetto ma uno stile di vita di cui essere orgogliosi che antepone “il prendersi cura, l'essere consapevole delle proprie azioni” all'agire automaticamente e superficialmente nel quotidiano per soddisfare comodità momentanee, inconsapevoli del pegno che le future generazioni dovranno pagare.
-Perché è nostro dovere condividere compiti e responsabilità nella creazione di un ambiente più pulito e meno inquinato da lasciare ai nostri figli nonché attivarsi per tutelare questo patrimonio qualora esso venga minacciato da progetti economici che non considerino l'impatto sulla salute dell'ambiente e dell'uomo.
-Perché un cambiamento verso un consumo più consapevole e rispettoso dell'ambiente da parte di tanti cittadini e amministrazioni di enti locali acquista maggiori possibilità di venire rilevato dalla politica, dalle aziende e di modificare conseguentemente programmi politici e industriali. Il che potrebbe tradursi concretamente per i cittadini in una maggiore offerta sugli scaffali di supermercati e negozi di quartiere di prodotti meno impattanti per l'ambiente e della messa a disposizione a km zero di quelle soluzioni di approvvigionamento come erogatori di acqua, latte crudo detersivi che permettono di acquistare senza contenitori e imballaggi monouso.

Il riuso dei sacchetti può risolvere totalmente il problema?

-No perchè:

1) non esiste un reale riuso del sacchetto, quando va bene viene usato ancora una volta e, in genere, per contenere la spazzatura.
La maggior parte dei sacchetti globalmente prodotti finiscono comunque nell'ambiente o vengono ammucchiati inutilmente nelle nostre case senza essere usati più di una volta. Il minore impatto ambientale è quindi quello realizzato mediante l’uso di borse riutilizzabili fabbricate con materiali durevoli.

2) anche chi usa i sacchetti in modo proprio contribuisce quindi a incrementare e sostenere un utilizzo improprio di risorse naturali.

Ma il sacchetto non costa nulla perchè rifiutarlo ?

Il sacchetto che sembra non costi nulla ha dei costi “nascosti” che pagano i cittadini: è incluso nei prezzi praticati dai commercianti, è incluso nelle tasse ambientali che i cittadini pagano per costi di pulizia , smaltimento rifiuti e per riparare a disastri ambientali come allagamenti spesso causati da scarichi non funzionanti poiché intasati da sacchetti.

Ma dove metto la spazzatura allora ?

Ci sono gli appositi sacchetti a rotolo che pur essendo di plastica almeno vengono usati propriamente e con più criterio cosa che non avviene con i sacchetti; basta vedere lo scempio che causano all'ambiente e ai corsi d'acqua.

Ricordiamo che la quantità di sacchetti necessari per contenere la spazzatura è in fase di riduzione in relazione all'estendersi della raccolta differenziata (che dovremmo fare tutti anche dove bisogna fare qualche sforzo recandosi presso cassonetti stradali in mancanza del sistema porta a porta).
Qualora la nostra residenza invece fosse servita dal sistema della raccolta differenziata a domicilio i sacchetti che servono diventano davvero pochi poiché, generalmente, ci vengono forniti contenitori o sacchetti per la raccolta della plastica , carta, vetro, lattine e, in alcuni casi, anche per il rifiuto indifferenziato e quello organico o umido.
Diverse esperienza che abbiamo raccolto ci confermano che una famiglia di quattro persone che effettua una raccolta differenziata spinta*, in assenza di bambini in età da pannolino e di animali che utilizzino lettiere, può cavarsela mediamente con non più di tre-quattro sacchetti al mese (formato standard supermercato).

*si ottiene non gettando nell'indifferenziato il rifiuto organico e tutti i piccoli e grandi imballaggi e contenitori ( inclusi loro parti come tappi e coperchi), in plastica, vetro, metallo, alluminio, tetrapack che hanno contenuto o avvolto i nostri acquisti. Gli stessi vanno separati per materiale e riposti (vuoti e sciacquati quando si tratta di bottiglie e contenitori) negli appositi bidoncini o cassonetti predisposti dai comuni. Vanno invece riposti nel rifiuto indifferenziato o secco tutti i piccoli oggetti rotti e dismessi (no elettronica, medicine o rifiuti tossici) imballaggi in multimateriale in genere usati nell'alimentare non riciclabili oppure pellicole sporche e altro materiale sporco derivato dalla carta come fazzoletti , salviette, ecc.

Ma i sacchetti a rotolo per la spazzatura non costano di più ?

Dipende dalla tipologia del sacchetto, generalmente non hanno costi più alti del prezzo addebitato dai supermercati per il singolo sacchetto.

Il riciclo dei sacchetti può essere una valida alternativa?

-No perchè:

1) i sacchetti vengono raramente riciclati, sembra meno del 5%! Spesso nei paesi industrializzati i sacchetti vengono mandati a riciclare nei paesi in via di sviluppo dove le Regolamentazioni Ambientali sono più blande o inesistenti.Dagli USA vengono spediti in Asia , dove il materiale viene riciclato a costi minori per poi essere rispedito negli Stati Uniti con un ulteriore uso di petrolio e emissioni di gas serra.

2) l'idea che riciclare sia LA SOLUZIONE potrebbe incoraggiare un consumo eccessivo in alcune persone con l'idea che buttare via non sia un problema. Non dimentichiamo che anche riciclare comporta un ulteriore dispendio di risorse energetiche e un impatto inquinante.

Come devo comportarmi con i sacchetti che ho in casa e per il futuro ?

Segui la pratica delle 3 ERRE : Riduci Riusa Ricicla.

Prima si RIDUCE, o si elimina alla fonte se possibile, successivamente si RIUSA (per il maggior tempo possibile) e infine si RICICLA ciò che non ci è stato possibile eliminare alla fonte.

Può la busta di carta essere la soluzione ?

-No la scelta migliore è costituita sempre dall'uso di una borsa o altro contenitore riutilizzabile.

La produzione di buste di carta così come quella delle borse di plastica consuma materiali vergini, quando non si utilizzano materiali riciclati, e in tutti i casi con un dispendio di energia ed emissione di gas serra.

La lavorazione inoltre necessita di grandi quantità d'acqua e, a seconda dei processi di lavorazione può causare livelli più o meno gravi di inquinamento alle acque.

Nonostante le buste di carta siano riciclabili sembra che solamente il 20% ne venga riciclato.

Per saperne di più su studi comparativi di impatto ambientale dei materiali utilizzati per il monouso leggi il nostro articolo:
Valutazione d'impatto ambientale: BORSA riutilizzabile versus SACCHETTO monouso>>

Consiglio
-E' possibile fare a meno anche dei sacchettini di carta o plastica intermedi quando si acquista l'orto frutta al mercato o dal verduriere mettendo direttamente in borsa dopo la pesatura. Quasi tutta l'orto frutta come patate, carote, pere, mele,meloni melanzane, ecc. non si danneggia durante il trasporto se si prende l'accorgimento di inserire in borsa per ultimi i prodotti agricoli più maturi e leggeri. Ricorda che meno rifiuti portati a casa equivale a tempo e spazio risparmiati.

Può la busta biodegradabile in bioplastica essere una soluzione ?

-No, perchè:
1) sostituire un qualunque prodotto “usa e getta”, con un altro, a prescindere che sia biodegradabile o no,proprio per le dimensioni del consumo attuale, finisce col costituire un insostenibile spreco di materia ed energia.
Quanti terreni dovrebbero essere coltivati per produrre mais e girasole da cui si ricava la materia vegetale per la produzione ? Quali input di energia sarebbero richiesti? Quanta acqua dovrebbe essere consumata? Con quale impatto inquinante per tutti i fertilizzanti e pesticidi che si dovrebbero utilizzare? Con quale rilascio di anidride carbonica, durante le fasi di lavorazione, per passare dal mais al polimero finito ? Questi sono i quesiti che occorre porsi quando il problema è di dimensioni tanto rilevanti.
Va da se che un prodotto biodegradabile è migliore di uno che non lo è, ma soprattutto quando l'impiego ne giustifichi la produzione: un caso su tutti quello dei sacchetti per la raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti da avviare agli impianti di compostaggio.

2) separare correttamente i sacchetti biodegradabili in bioplastica da quelli di plastica, dove si effettua la raccolta differenziata può risultare arduo per molte persone soprattutto in mancanza di chiare istruzioni stampate sui materiali. I materiali sono incompatibili tra loro ai fini del riciclo e ai fini della raccolta differenziata NON VANNO mischiati. Scarti di polietilene mescolati a scarti di biopolimero tipo mater-bi non possono essere più riciclati come materie plastiche.

Per saperne di più su studi comparativi di impatto ambientale dei materiali utilizzati per il monouso leggi il nostro articolo:
Valutazione d'impatto ambientale: BORSA riutilizzabile versus SACCHETTO monouso>>

Consiglio
-E' possibile fare a meno anche dei sacchettini di carta o plastica intermedi quando si acquista l'orto frutta al mercato o dal verduriere mettendo direttamente in borsa dopo la pesatura. Quasi tutta l'orto frutta come patate, carote, pere, mele,meloni melanzane, ecc. non si danneggia durante il trasporto se si prende l'accorgimento di inserire in borsa per ultimi i prodotti agricoli più maturi e leggeri. Ricorda che meno rifiuti portati a casa equivale a tempo e spazio risparmiati.

Per ulteriori dettagli leggi la nostra posizione >>

Che cosa  sono i biopolimeri o le bioplastiche ?

Ecco un documento che risponde alla domanda e che fornisce un  panorama europeo sulla produzione dei biopolimeri.

Per leggere il documento clicca qui

Che fare allora ?

-Usare borse riutilizzabili, ogni borsa resistente e di buona qualità può eliminare centinaia e migliaia di sacchetti di
plastica nel corso della sua vita!

-Alcuni contenitori come scatole o ceste possono essere più funzionali alle spese nei supermercati. Possono essere tenuti in macchina e permettono di scaricarvi direttamente il contenuto del carrello.

-Vai nella sezione borse dove troverai soluzioni di borse per tutti gli usi, ripiegabili da borsetta, per shopping non previsti e per grandi spese al supermercato.

Come fare a ricordarsi di prendere una borsa con sé?

Dopo un primo periodo “di allenamento” , in cui è necessario utilizzare qualche piccola precauzione come quelle descritte a seguito, la “ buona abitudine” diventa routine.

- Iniziare la lista della spesa con la parola BORSA

- Tenere delle borse di scorta ripiegabili in borsetta, nello zaino, in valigia, in macchina, in tasca

- Appendere una borsa di tela alla maniglia interna della porta di casa

 

Come organizzare la campagna

E' possibile promuovere la campagna in una singola scuola, azienda, ente o esercizio commerciale aperto al pubblico ?

Assolutamente sì, tutti possiamo contribuire al cambiamento a partire dalle nostre case, dalle nostre attività commerciali, dai luoghi frequentati del nostro quotidiano.

Nella sezione Entra in azione sono disponibili suggerimenti su come promuovere la campagna all'interno di aziende ed esercizi commerciali.

Anche per le scuole è disponibile un'apposita sezione con materiali e contenuti dedicati.

Altri materiali di utilità per affissioni o distribuzione come locandine e volantini si trovano nella sezione Entra in azione in formato pdf.

Siamo a disposizione per fornire consulenze gratuite contattando i recapiti della sezione Contatti.

In cosa consiste l'iniziativa Porta la Sporta e come può essere promossa in un Comune ?

Porta la sporta è un progettodi educazione ambientale adattabile alle diverse realtà comunali in relazione alle loro specificità. Il numero di abitanti, la quantità e tipologia degli esercizi commerciali presenti sul territorio, la disponibilità di associazioni o altri partner potenziali con cui condividere l'attuazione della campagna, la presenza di altre iniziative di sensibilizzazione ambientali in corso possono concorrere alla scelta di percorsi ottimali.

Chi può promuovere il progetto

Può essere promosso dall'amministrazione comunale in prima battuta ma anche, laddove ciò non avvenga, da associazioni, scuole, singoli negozi e cittadini anche con il nostro aiuto. Inoltre qualora l'amministrazione risponda parzialmente con l'organizzazione di un singolo evento come avviene in molti casi, i soggetti precedentemente nominati possono farsi diretti promotori di ulteriori iniziative sempre beneficiando di un nostro supporto.

Come può agire un'amministrazione comunale

Per quanto concerne un'azione portata avanti come amministrazione comunale vengono suggerite alcune modalità di intervento nella sezione entra in azione, come quella più articolata e incisiva che, oltre all'emissione di una delibera prevede un piano di intervento di riduzione nella distribuzione degli shopper monouso attuabile con il coinvolgimento degli esercenti locali.
Altre azioni che si possono svolgere parallelamente o in un percorso a tappe, possono interessare il pubblico scolastico (vedi sezione Scuole) e i cittadini. Entrambi i soggetti, ovviamente a livelli diversi, possono essere coinvolti in momenti di informazione e sensibilizzazione, diventando a loro volta informatori e propagatori di buone pratiche ambientali nelle famiglie di appartenenza e nelle diverse realtà comunali, dopo un'apposita formazione. Sono stati inoltre molto apprezzati, diventando popolari ovunque, i momenti di interazione e socializzazione rappresentati dai laboratori creativi di cuci o decora la sporta.
Questi laboratori e percorsi di informazione possono essere organizzati anche come momento di preparazione alla campagna allo scopo di creare una squadra coesa e motivata che supporti l'amministrazione nel promuovere la campagna sul territorio anche insieme ad altre iniziative mirate alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento della raccolta differenziata.

Come intervenire in cittadine medio-grandi

Mentre in comuni sino a 10-15.000 abitanti risulta più semplice organizzare l'iniziativa raggiungendo tutte le parti interessate, in comuni più grandi è necessario sfruttare le potenzialità del web creando sul sito un'apposita sezione, opportunamente pubblicizzata, che comunichi l'iniziativa e raccolga le adesioni.

A seconda dello spazio a disposizione si consiglia pertanto la creazione di una pagina o sezione del sito web dedicata a porta la sporta accessibile dall'homepage del sito istituzionale che funga da vetrina dell'iniziativa e riporti :
a) una descrizione del progetto o azione che il comune mette in campo
b) materiali di comunicazione personalizzati dal comune per negozi, scuole che possono essere scaricate dal sito e affisse in negozi e altri luoghi frequentati da pubblico: palestre, ambulatori, ecc
c) le adesioni dei vari soggetti con eventuali link ai siti dove si trovano i dettagli di adesione (associazioni dei commercianti, singoli esercizi, gruppi della piccola e grande distribuzione organizzata, istituti scolastici, altre tipologie di aziende)
d) indicazione su altri partners coinvolti come partner tecnici o media partners: aziende di igiene ambientali, banche o altre associazioni o aziende locali
e) notizie correlate di vario tipo inclusi aggiornamenti periodici.

Dove trovo i materiali di comunicazione come locandine e altri documenti ?

Nel menu della barra laterale della sezione Entra in azione sono disponibili materiali in *.pdf come locandine, volantini, comunicati e altri modelli o suggerimenti operativi.

Tutto modificabile a piacere con eventuali modifiche di testi, l'inserimento di stemmi comunali o loghi di eventuali sponsor sempre all'interno di iniziative a scopi non commerciali.

E' importante far conoscere ai cittadini l'esistenza del sito Porta la Sporta ?

Assolutamente sì perché assolve a una funzione informativa necessaria per indurre le persone a modificare stili di vita e perché stimola la partecipazione individuale.

C'è molta disinformazione e inconsapevolezza tra i cittadini sui problemi legati all'aumento e alla gestione dei rifiuti in generale, questione che viene vista come troppo difficile e complicata e non direttamente collegata al comportamento del singolo con un conseguente scarico di responsabilità individuali.
Attraverso l'informazione mirata disponibile sul sito con tante immagini e dati che colpiscono più di tante parole viene reso evidente come invece esista una responsabilità individuale. Così come tanti comportamenti scorretti che si sommano possono creare un problema altrettanti comportamenti virtuosi adottati dalla maggioranza delle persone possono contribuire a risolverlo.

Accanto all'informazione ci sono proposte che possono attivare concretamente singoli cittadini e realtà associazionistiche o commerciali locali motivandone il coinvolgimento. Come abbiamo infatti avuto modo di registrare sul territorio la visita al nostro sito è stata determinante alla nascita di piccole azioni locali.

Ci sono state scuole che hanno attivato i genitori o mamme che si sono organizzate nelle scuole cucendo borse per eventi di sensibilizzazione, negozi che hanno personalizzato i nostri materiali creando una loro campagna verso i propri clienti, aziende di tutte le tipologie che hanno coinvolto il loro pubblico. Anche una banca, Banca Marche ha spontaneamente aderito coinvolgendo i propri correntisti.

Quali sono gli interlocutori che vanno coinvolti ?

Le parti che si possono coinvolgere a livello comunale sono le varie associazioni volontarie interessate all'ambiente, le associazioni dei commercianti, le scuole dove possono essere intraprese, con la collaborazione della direzione e degli insegnanti attività didattiche di supporto alle tematiche “riduci riusa ricicla” proprie della campagna.

Abbiamo una sezione Scuole sul sito che raccoglie materiali scaricabili come schede per attività e altri materiali su temi di ecologia che verrà implementata con contributi e collaborazioni che ci perverranno.
Andrebbero coinvolte inoltre le locali aziende di igiene ambientale che possono trasmettere opportuni messaggi alle utenze tramite il proprio sito aziendale e l'invio delle bollette.
Oltretutto queste aziende molto frequentemente organizzano programmi di sensibilizzazione ambientale verso scuole e utenze e non dovrebbe esser difficile convincerle ad inserire le tematiche della campagna nei loro progetti.

Quali eventi si potrebbero organizzare per pubblicizzare la partenza delle iniziative ?

Qualunque evento si presta per attirare l'attenzione dei cittadini e coinvolgerli, nell'occasione di una sagra paesana, un concerto, un mercatino dell'usato e del baratto, una fiera dove produttori locali possono vendere i loro prodotti a km zero.

Ottengono in genere molto successo e gradimento attività come i laboratori di creazione di borse in cui si possono coinvolgere i cittadini di ogni età e/o di decorazione di borse in stoffa nelle scuole elementari, medie inferiori e superiori.

- Ecco un post del nostro blog che spiega in cosa consista il movimento internazionale chiamato Morsbag e offre un resoconto di un laboratorio gestito nel 2009 a Borgo Val di Taro dal Pod locale.

- Ecco un video su come confezionare una borsa morsbag >>.

Abbiamo ricevuto il vostro invito ad aderire quando stavamo già per concretizzare un nostro progetto con un altro nome,
cosa ci consigliate ?

Tutte le iniziative volte a ridurre sacchetti e altri involucri monouso sono necessarie e auspicabili. Aderire tuttavia a Porta la Sporta significa:

1) Dar modo ai vostri cittadini di ogni età di scoprire il nostro sito che contiene quell'informazione mirata sulla problematica ambientale rappresentata dalla plastica di cui grande parte dell'opinione pubblica è all'oscuro. E' la conoscenza che può indurre e supportare, motivandolo, il cambiamento di abitudini estremamente radicate e dannose per l'ambiente.

2) Far sì che Porta la Sporta possa diventare un movimento di opinione, forte al punto da poter essere ascoltato e ottenere dei risultati nei confronti di enti pubblici e aziende verso i quali si andrà a fare proposte concrete nel campo della riduzione dei rifiuti.

3) Porta la Sporta è un progetto ambientale a lungo termine, la sostituzione del sacchetto in plastica è solamente la prima tappa di un discorso che prosegue.

Volendo proporre un'alternativa riutilizzabile al sacchetto monouso cosa potremmo utilizzare ?

Tutti i modelli di borse riutilizzabili sono altrettanto validi purché accompagnati da una campagna di sensibilizzazione che informi sul perché sia sempre necessario utilizzare una borsa.
In particolare segnaliamo un prodotto italiano dal nome Ecottonbag che, a fronte del suo prezzo contenuto (meno di 50 cent), può contenere una spesa di 15 kg.
E' stato adottato in diverse occasioni per l’offerta gratuita di borse a scuole e cittadini da parte di associazioni, comuni, enti parco e aziende di igiene ambientale impegnate in campagne di sensibilizzazione e in occasione della partenza del servizio di raccolta domiciliare.
Il prodotto si presta a essere presentato ai negozi locali in modo che possa essere esibito in vendita alle casse e offerto al prezzo di costo ai clienti.
Per poter testare il prodotto i commercianti potrebbero in una prima fase fare un ordine complessivo come associazione e poi suddividersi quantitativi e importi. I comuni interessati possono richiedere un esemplare omaggio.
E' importante far presente ai commercianti che il sacchetto biodegradabile, se diventerà obbligatorio dal 2011, costerà circa 4-5 volte l'attuale prezzo del sacchetto in plastica.
E' pertanto di loro interesse incominciare a disincentivarne l’uso da ora a favore di borse riutilizzabili.

Quali potrebbero essere i costi a carico del comune per organizzare l'iniziativa ?

I costi dipendono dalla modalità dell'iniziativa che si vuole organizzare, in linea di massima potrebbero riguardare:

-costi di stampa delle locandine in formato A3 / A4 che dovrebbero essere distribuite a tutte le tipologie di esercizi: un formato in A4 da apporre vicino alla cassa e uno in A3 per la vetrina (farmacie incluse che forniscono sacchetti che non vengono quasi mai riutilizzati...)
Inoltre qualche locandina andrebbe affissa in bacheche istituzionali o affisse in luoghi pubblici frequentati come asl, biblioteca, uffici comunali. ecc
Un eventuale contributo per la stampa del materiale potrebbe essere fornito alle scuole in modo che possa pervenire ai genitori un'indispensabile informazione sull'iniziativa ( come ad esempio il volantino divulgativo in A4 aderisci alla campagna).

-costi relativi all’offerta gratuita di borse riutilizzabili alle famiglie, anche tramite le scuole

 by avanguardia virtuosa - 2009